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SUMMARY:L’altra faccia della luna. Gli anni Settanta e l’utopia dei Festival Rock
DESCRIPTION:Palazzo delle Paure ospita la mostra fotografica collettiva “L’altra faccia della luna. Gli anni Settanta e l’utopia dei Festival Rock”\, ideata e organizzata direttamente dal Comune di Lecco e dal Simul. \nL’esposizione\, a cura di Barbara Cattaneo\, Luigi Erba e Roberto Mutti e allestita nello spazio della fototeca\, raccoglie le immagini di otto fotografi che hanno raccontato il Festival Rock italiano\, che negli anni Settanta contribuì a mettere in crisi il conservatorismo dell’epoca. A queste si accostano anche le opere coeve di un famoso e battagliero graphic designer che con i suoi poster ha combattuto contro stereotipi e censure. \nL’esposizione si concentra sui diversi punti di vista di semplici appassionati e fotografi professionisti\, che raccontano i momenti dei vari festival dal loro personale punto di vista\, con la propria presenza e partecipazione\, creando così un panorama evocativo ed emozionale di quegli anni. La mostra è accompagnata anche da un catalogo realizzato da Editoria Grafica Colombo di Valmadrera\, che racchiude i testi dei curatori e numerose fotografie. \nNel marzo 2026 si sono aggiunte nuove e inedite immagini sul Festival di Montalbano\, provenienti da collezioni private e dall’Archivio Attilio Mina\, che presente al festival ne riprese momenti unici e soprattutto i volti dei protagonisti. \nDurante l’esposizione saranno inoltre organizzate visite guidate\, conferenze e laboratori didattici per bambini e famiglie. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a palazzopaure@comune.lecco.it o chiamare il numero 0341 286729. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\nL’altra faccia della luna. Gli anni Settanta e l’utopia del Festival Rock\na cura di Barbara Cattaneo\, Luigi Erba\, Roberto Mutti\nApertura mostra 29 novembre 2025 – 17 gennaio 2027\nLecco\, Palazzo delle Paure\, Piazza XX Settembre\,22 \nBiglietto: 2 euro \nAperture:\nmartedì 10-14\nda mercoledì a domenica 10-18\nlunedì chiuso \nAperture straordinarie natalizie:\nLunedì 8 dicembre (10-18)\nVenerdì 26 dicembre (10-18)\nMartedì 6 gennaio (10-18) \nAperture orario ridotto:\nMercoledì 24 dicembre (10-14)\nMercoledì 31 dicembre (10-14)\nGiovedi 1 gennaio (14-18) \nChiuso Natale\, Pasqua e 1 Maggio \nInformazioni\nTel. 0341 286729\npalazzopaure@comune.lecco.it |\nwww.simulecco.it \n 
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SUMMARY:“Lecco Città dei Promessi Sposi” 2026
DESCRIPTION:Dal 2 ottobre al  7 novembre  a Lecco torna il grande evento culturale dedicato ad Alessandro Manzoni\nLa XVIII edizione del festival: “Guerra”\, “Giustizia” e “Libertà”\nDal 2 ottobre al 7 novembre 2026 il Comune di Lecco\, attraverso il Si.M.U.L.\, organizza la XVIII edizione della manifestazione “Lecco Città dei Promessi Sposi”\, intitolata “Guerra\, Giustizia\, Libertà: Le parole di Manzoni”. La rassegna ritrova il suo centro principale a Villa Manzoni\, riaperta ad aprile\, arricchendosi al contempo di appuntamenti in vari luoghi della città per unire storia\, letteratura e attualità. \nIl festival si aprirà venerdì 2 ottobre a Villa Manzoni con un incontro sulle trasposizioni cinematografiche dei Promessi Sposi e l’inaugurazione della mostra di cartoline d’epoca donata da Matilde Tortora\, per poi proseguire in serata con il concerto “Il mondo dei salotti” presso l’Officina Badoni. \nSabato 3 ottobre le attività si svolgeranno a Pescarenico con la lettura all’aperto “La voce dell’Adda” e una visita guidata del borgo. Nel pomeriggio si terranno un tour tematico sulle fortificazioni militari cittadine e il salotto letterario “Locanda Manzoni” alle Scuderie di Villa Manzoni\, incentrato sui temi di guerra\, giustizia e libertà. \nDomenica 4 ottobre la mattinata proporrà l’iniziativa “Promessi Sposi young” dedicata ai nuovi linguaggi per i giovani\, seguita da una visita guidata emozionale del Museo Manzoniano con la Scuola Civica di Musica “G. Zelioli”. Nel pomeriggio si terranno l’incontro “Tea Time in Villa” sui diari di viaggio dell’Ottocento e l’esperienza “Museoemozione”. \nGli eventi del “Fuorifestival” proseguiranno con i laboratori didattici per le scuole (6 e 7 ottobre)\, la presentazione del libro “Il menù dei Promessi Sposi” con cena teatrale presso la Taverna Ai Poggi (9 ottobre) e il Premio al Romanzo storico (10 ottobre in sala Don Ticozzi). Domenica 11 ottobre si terrà la 53ª Camminata Manzoniana a cura di LTM\, mentre il 18 ottobre l’Associazione Bovara curerà l’esposizione di moda “Accessori\, moda e costume 1880/1910”. Il festival si concluderà sabato 7 novembre con il Premio alla carriera. \n– \nSCARICA QUI IL DEPLIANT COMPLETO\n–\nCome prenotarsi per gli eventi del festival?\nLa prenotazione va effettuata tramite: \n• Telefono: 0362585312\nda lunedì a sabato\, 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00 \n• email: segreteria@pmpro.it \n[Le prenotazioni via mail saranno da considerarsi valide solo dopo avvenuta conferma] \n  \nIL PROGRAMMA \nVenerdì 2 ottobre \nOre 17:00\, Villa Manzoni\, Sala delle Scuderie  \nINAUGURAZIONE FESTIVAL  \nInterventi di Filippo Boscagli (Sindaco di Lecco)\, Cinzia Bettega (Assessore alla Cultura e Turismo)   \ne Mauro Rossetto (Direttore artistico del Festival)  \n  \nCinema Manzoni  \nConferenza  \nLE VERSIONI DE “I PROMESSI SPOSI” NELLA SETTIMA ARTE E NELLE SERIE TELEVISIVE  \nMatilde Tortora\, storica del Cinema  \nOre 18:00\, Villa Manzoni\, Cappella dell’Assunta  \nINAUGURAZIONE DELLA DONAZIONE DI MATILDE TORTORA  \nMateriali originali relativi alla versione cinematografica de I promessi sposi  del 1913\, regia di Eleuterio Rodolfi\, Ambrosio Film  \nAl termine  \nAperitivo: “Icone del gusto nei capolavori del Cinema italiano”  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \nOre 21:00\, Auditorium Officina Badoni  \nConcerto  \nIL MONDO DEI SALOTTI  \n“La musica non esprime nessuna idea ma ne fa nascere a migliaia” (A. Manzoni)  \nDaiane Scales\, soprano  \nChiara Nicora e Francesca Rivabene\, pianoforte a quattro mani  \nIn collaborazione con la Fondazione Comunitaria del Lecchese  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nSabato 3 ottobre \nOre 10:00\, Pescarenico\, Piazza Era  \nManzoni en plein air  \nLA VOCE DELL’ADDA  \nLettura teatrale di brani de I promessi sposi\, tratti dalle diverse versioni del romanzo\, nei luoghi descritti da Alessandro Manzoni  \nA cura di Luca Radaelli\, attore e regista  \nDurante le letture  \nVisita guidata del borgo di Pescarenico  \nA cura di Laura Valsecchi\, guida turistica professionista  \nAl termine  \nAperitivo a cura di Soqquadro  \nPartecipazione gratuita  \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nOre 15:00\, partenza da Villa Manzoni  \nLuoghi da vivere  \nLECCO AVAMPOSTO MILITARE\, DAI GOTI AGLI SPAGNOLI  \nVisita guidata tematica nei Luoghi manzoniani  \na cura di Bianca Maria Fracassa\, guida turistica professionista  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nOre 18:00\, Villa Manzoni  \nLocanda Manzoni  \nPAROLE DI MANZONI: “GUERRA”\, “GIUSTIZIA” e “LIBERTÀ”  \nLettura ad alta voce  \nLetture teatrali di brani dalle opere di Alessandro Manzoni e di altri scrittori a cura di  \nTommaso Massimo Rotella e Maria Alessandra Rizzone (attori)  \nDialoghi  \nMauro Rossetto (Conservatore Museo Manzoniano\, Lecco) dialoga con Paola Italia (Università degli Studi di Bologna) e Massimo Ferrari (Università degli Studi di Torino)  \nIl Gusto dei sapori   \nCena manzoniana   \nA cura dello chef Danilo Salerno  \nQuota di partecipazione: € 15   \nPrenotazione obbligatoria  \nDomenica 4 ottobre \nOre 11:00\, Villa Manzoni  \nPromessi sposi Young  \nLETTERATURA PER RISPECCHIARSI  \nDai giovani protagonisti dei capolavori di Dante e Manzoni alle speranze dei “millennials”  \nDialogo tra Simone Terreni (imprenditore digitale\, blogger letterario e Direttore del Festival Dantesco di Firenze)\, Teresa Agovino (studiosa e docente universitaria\, autrice di A Milano con Alessandro Manzoni – inseguendo un uomo inquieto\, Perrone editore) e Aurora Muraca (giovane studiosa di Museologia) Introduzione di Adamo Castelnuovo\, Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale di Lecco  \nCoordina Mauro Rossetto  \nLa conferenza è riconosciuta come “Aggiornamento” per gli insegnanti partecipanti  \n  \nOre 12:00  \nI PROMESSI SUONI 2.0  \nVisita guidata emozionale del Museo Manzoniano  \nA cura di Gianluca Cesana (Direttore del Civico Istituto Musicale “G. Zellioli”\, Lecco) e Patrick Mittiga (musicista)   \nInterventi musicali:  \nRoberto Panzeri\, percussioni  \nGionata Montanelli\, basso  \nLuca Brini\, chitarra  \nSebastiano Mazzoleni\, tastiere  \nMarika Locati\, voce  \nAl termine  \nParole in musica  \nAperitivo accompagnato dai musicisti della Scuola Civica “G. Zelioli”  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \nL’iniziativa “Promessi sposi young” è realizzata con il sostegno di Dozio System Lecco  \n  \nOre 16:00  \nTea Time in villa  \nLA MERAVIGLIA E LO STUPORE  \nil Lario lecchese nell’arte e nei diari dei viaggiatori dell’Ottocento  \nDialogo tra Marco Leoni (Museo del Paesaggio del Lago di Como\, Tremezzina – CO) e Pietro Dettamanti\, (studioso\, Presidente Associazione Bovara\, Lecco e autore del volume Il Gran Tour a Lecco)  \nCoordina Cinzia Bettega  \nA seguire  \nDegustazione guidata di tè e pasticceria storica lombarda  \nPasticceria a cura di Diversamente Catering  \nQuota di partecipazione: € 8   \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nOre 21.00  \nVivere in villa  \nMUSEOEMOZIONE  \nEsperienza emozionale nel Museo Manzoniano  \nA cura di Bruno Gambarotta (scrittore e giornalista)\, Giorgio Costa (pianista e docente)\, Patrick Mittiga e Gianluca Cesana  \nNarrazioni: di Bruno Gambarotta  \nInterventi musicali:   \nElena Spotti\, arpa  \nChiara Ballabio\, violino  \nMaria Antonietta Puggioni\, violoncello  \nLuca Bonsanto\, Chitarra  \nMassimo Bonassi\, harmonium  \nGiorgio Costa\, piano  \nElena Cornacchia\, Flauto  \nIn collaborazione con la Scuola Civica di Musica “G. Zelioli” di Lecco  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nFUORI FESTIVAL \n  \nMartedì 6 ottobre\nore 9:00 e 11:00\, Villa Manzoni  \nSEMI DI LIBERTA’  \nLaboratorio didattico per le scuole primarie di primo grado a cura di Federica Turra e Veronica Nania  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nMercoledì 7 ottobre\nore 9:00 e 11:00\, Villa Manzoni  \nLA VILLA DEGLI ENIGMI  \nLaboratorio didattico per le scuole primarie di secondo grado a cura di Federica Turra e Veronica Nania  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nVenerdì 9 ottobre\nore 19:30\, Taverna ai Poggi\, Lecco   \nPRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL MENU DEI PROMESSI SPOSI” (Correlazioni editore)  \nIntervengono: Mauro Rossetto (curatore del volume) e Giorgio Cortella (editore)  \nA seguire  \n“Cena Manzoniana”  \nBanchetto teatrale a cura di Luca Radaelli e Mauro Rossetto  \nQuota di partecipazione: € 45  \nPrenotazione obbligatoria  \n  \nSabato 10 ottobre\nore 17:00\, Sala Don Ticozzi  \nPREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE  \n“A. MANZONI – CITTÀ DI LECCO” – 22^ EDIZIONE  \nCerimonia di conferimento del Premio al Romanzo storico   \nA cura di Confcommercio/50& Più  \n  \nDomenica 11 ottobre\nOre 10:00\, partenza dal Centro Meridiana  \nCAMMINATA MANZONIANA  \n53^ Edizione  \nA cura di LTM  \nDomenica 18 ottobre\nVilla Ponchielli\, Gruppi con partenza ogni 30 minuti\, dalle 10:30 alle 16:00  \nACCESSORI\, MODA E COSTUME 1880/1910: L’ECO DELLA BELLE ÉPOQUE  \nEsposizione di abiti e accessori di moda nel 170° anniversario della prima de I Promessi  \nSposi di Amilcare Ponchielli  \nA cura dell’Associazione Bovara  \nPartecipazione gratuita   \nPrenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/e/1999027577296?aff=oddtdtcreator  \n  \nSabato 7 novembre\nAuditorium casa dell’Economia\, ore 21:00  \nPREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE  \n“A. MANZONI – CITTÀ DI LECCO” – 22^ EDIZIONE  \nCerimonia di conferimento del Premio alla Carriera   \nA cura di Confcommercio / 50& Più  \n– \nLa mostra del Festival \nLA PRIMA GRANDE TRASPOSIZIONE DEL CAPOLAVORO MANZONIANO NEL CINEMA MUTO  \nLa donazione di Matilde Tortora  \nVilla Manzoni\, dal 3 al 25 ottobre 2026  \nIngresso libero  \nOrari: martedì\, ore 10:00 -14:00 – mercoledì a domenica\, ore 10:00-18:00 
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SUMMARY:Paolo Schiavocampo: vedere lo spazio e misurare il vuoto
DESCRIPTION:Grande mostra Vidi dedicata a Schiavocampo\, pittore e scultore \nLa serie di mostre a Palazzo delle Paure dedicate alla vita e all’opera di artisti di fama internazionale che hanno lavorato nel territorio lecchese e brianteo\, prosegue con una nuova esposizione: “Paolo Schiavocampo. Vedere lo spazio e misurare il vuoto”. \nLa mostra\, realizzata da Vidi Cultural e Ponte 43 in collaborazione con il Sistema Museale Urbano Lecchese  –  ripercorre la lunga ricerca di uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Oltre settanta opere\, tra sculture\, dipinti e disegni\, raccontano l’evoluzione del suo linguaggio\, dagli esordi negli anni Quaranta fino alle ultime opere\, attraverso la materia\, il colore e il rapporto con lo spazio. \n \nNato a Palermo nel 1924 e scomparso a Milano nel 2022\, Schiavocampo ha attraversato quasi un secolo di storia italiana\, partecipando alla vivace stagione culturale che dal secondo dopoguerra ha accompagnato la ricostruzione del Paese e le profonde trasformazioni sociali\, politiche e artistiche dei decenni successivi. \nVicino\, nel corso della sua lunga carriera\, ad alcuni dei principali movimenti e gruppi della cultura italiana – da Forma 1 al Realismo esistenziale\, dall’Informale alle esperienze della Milano degli anni Sessanta – Schiavocampo ha sempre mantenuto una posizione indipendente\, senza aderire pienamente a linguaggi o teorie codificate. La sua è stata una ricerca libera\, curiosa e continuamente aperta alla sperimentazione. \nÈ proprio questa libertà uno degli aspetti più caratteristici della sua opera. Schiavocampo ha attraversato correnti\, tecniche e linguaggi differenti\, costruendo nel tempo un percorso personale nel quale pittura\, scultura e disegno appartengono a un unico universo espressivo. Anche il rapporto tra figurazione e astrazione viene affrontato senza contrapposizioni rigide: la realtà viene osservata\, indagata e progressivamente sintetizzata attraverso un segno capace di costruire lo spazio anziché dissolverlo. Il titolo della mostra Vedere lo spazio e misurare il vuoto restituisce uno dei nuclei fondamentali della poetica dell’artista. \nIl percorso espositivo\, curato da Simona Bartolena\, presenta infatti oltre settanta opere tra sculture\, dipinti e disegni\, attraverso alcune delle tappe basilari della sua ricerca\, dagli straordinari disegni degli anni Quaranta fino alle opere dell’ultimo periodo. Il racconto per immagini permette di seguire l’evoluzione di un artista che non ha mai smesso di interrogarsi sulla natura dell’immagine\, della materia e dello spazio. \nLo spazio non è mai\, per Schiavocampo\, un semplice contenitore\, ma una materia da esplorare e organizzare; il vuoto diventa elemento attivo della composizione\, luogo di tensione\, relazione e possibilità. Particolarmente significativa è la presenza dei disegni giovanili\, nei quali un segno deciso ed espressivo racconta fabbriche\, scorci urbani\, il mondo operaio e i volti delle persone vicine all’artista. Sono lavori nati tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta\, in una Milano e in un’Italia attraversate dalla necessità della ricostruzione. Progressivamente il segno si libera dalla descrizione e tende verso una maggiore sintesi\, anticipando alcune delle direzioni che caratterizzeranno la ricerca successiva. \nLa formazione di Schiavocampo\, dapprima come architetto e poi nelle Accademie di Belle Arti di Venezia\, con Bruno Saetti\, e di Milano\, con Giacomo Manzù\, contribuisce alla sua particolare attenzione per la struttura\, la costruzione e lo spazio. Trasferitosi a Roma nel 1945\, entra in contatto con gli ambienti artistici più avanzati e si avvicina al gruppo Forma 1. Alla fine del 1948 si trasferisce a Milano\, dove frequenta artisti come Vermi\, Guenzi\, Piciotti\, Bionda\, Piero Manzoni e Lucio Fontana. Nel 1957 incontra Nanni Valentini\, con il quale nascerà una profonda amicizia e una lunga condivisione di esperienze. \nIl confronto con il Realismo esistenziale e con l’Informale\, così come le frequentazioni dell’ambiente artistico milanese\, non si traducono mai in un’adesione a un linguaggio di gruppo. Schiavocampo preferisce attraversare le esperienze del proprio tempo mantenendo una sostanziale autonomia. Anche di fronte all’Informale\, la sua ricerca segue una direzione personale: il segno non deve distruggere la struttura\, ma contribuire a costruirla. \nUn momento decisivo è il viaggio a New York nel 1964\, dove l’artista ritrova Salvatore Scarpitta e conosce da vicino la vitalità del sistema artistico americano. L’esperienza statunitense apre nuove prospettive e viene rielaborata\, tra l’altro\, attraverso una serie di collage caratterizzati da superfici frammentate e ritmi compositivi nei quali lo sguardo sembra perdersi.\nAl ritorno in Italia\, nel 1966\, Schiavocampo avvia una nuova stagione della propria ricerca scultorea. Nascono le prime opere in legno\, cui seguiranno lavori in ferro e poliestere. È un periodo di grande sperimentazione\, vissuto anche attraverso il dialogo con Nanni Valentini e Giuseppe Spagnulo. Negli anni successivi l’artista si trasferisce a Rapolano\, vicino a Siena\, dove fonda una scuola di scultura e si impegna nella tutela del patrimonio artistico e dell’artigianato locale. \nLa dimensione scultorea di Schiavocampo si estende inoltre allo spazio pubblico. Tra gli anni Ottanta e Novanta realizza numerosi interventi in Italia e all’estero: dalla sistemazione della piazza di Rapolano agli interventi di Gibellina\, dai giardini di Cassano d’Adda alla fontana di Sesto San Giovanni\, fino alle opere di Vada\, Santo Stefano di Camastra\, della Fiumara d’Arte di Antonio Presti e alla progettazione della Kunstzone del Parco di Hattingen\, in Germania. \nAlle soglie del nuovo millennio la pittura torna al centro della sua ricerca. Schiavocampo riprende alcune questioni già affrontate nelle opere giovanili e le sviluppa in una direzione nuova\, concentrandosi soprattutto sul colore inteso come luce. Anche qui l’artista conserva quella libertà che ha contraddistinto l’intero suo percorso\, sperimentando materiali\, tecniche e modalità compositive senza mai rinunciare alla centralità dello spazio. In questo ultimo capitolo della sua ricerca assumono particolare rilievo anche gli Arazzi\, nei quali materia\, colore e casualità del segno concorrono alla costruzione di immagini sospese tra controllo e imprevedibilità. \nLa mostra restituisce così il ritratto di un artista difficilmente riconducibile a una sola definizione: pittore e scultore\, disegnatore e progettista dello spazio\, testimone e protagonista della cultura italiana del secondo Novecento. Un autore che ha fatto della curiosità\, dell’indipendenza e della continua sperimentazione gli strumenti per attraversare il proprio tempo senza lasciarsene imprigionare. \nLe opere esposte provengono dalla famiglia dell’artista\, dalle raccolte di alcuni dei suoi più appassionati collezionisti e dalle Raccolte d’Arte Banco BPM\, cui appartiene una straordinaria serie di disegni giovanili. Completa idealmente il percorso espositivo la testimonianza scritta dello stesso Schiavocampo\, la cui autobiografia 1927-2012\, una curva alle spalle del tempo (Milano\, 2014) rappresenta una preziosa fonte di memoria e riflessione sulla storia artistica\, sociale e politica dell’Italia attraversata dall’artista nel corso della sua lunga vita. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\nPAOLO SCHIAVOCAMPO\nVedere lo spazio e misurare il vuoto\ndal 9 ottobre al 22 novembre 2026 \nPalazzo delle Paure\, Lecco   \n  \nOrari\nmartedì 10.00 – 14.00 \nda mercoledì a domenica 10.00 – 18.00 \nlunedì chiuso \nLa biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra \n  \nBiglietti\nIntero: € 8\,00 \nRidotto: € 6\,00 (ragazzi dai 13 ai 18 anni\, over 65 anni\, studenti universitari muniti di tessera\, gruppi precostituiti da almeno 8 persone e fino ad un massimo di 20\, soci FAI e TCI con tessere in corso di validità) \nCumulativo: €10\,00 (mostra “Paolo Schiavocampo” + collezione permanente Palazzo delle Paure) \nGratuito: disabile e un accompagnatore\, giornalisti con tessera in corso di validità\, guide turistiche abilitate\, bambini fino ai 12 anni di età\, soci ICOM muniti di tessera in corso di validità\, soci Abbonamento Musei Lombardia muniti di tessera in corso di validità\, un accompagnatorie di gruppi ogni 15 persone\, docenti delle scuole di Lecco di ogni ordine e grado) \nAcquista il tuo biglietto e prenota il tuo turno di visita: \nBIGLIETTERIA ON LINE: Vivaticket \n\nInformazioni\nTel. 0341 286729 \npalazzopaure@comune.lecco.it \n  \nVISITA GUIDATA ALLA MOSTRA\nDomenica 14 Novembre \nPalazzo delle Paure – Ore 16 \nCosto 14 euro a persona. (ingresso+visita)  \nA cura di Art-U e in collaborazione con Vidi Cultural \nprenotazioni@artuassociazione.org
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SUMMARY:Ferro e Acqua. La Valle del Gerenzone tra memoria e trasformazione
DESCRIPTION:Fotografie di archeologia industriale di Alessio Volontè\, a cura di Offina Gerenzone\nLa Torre Viscontea di Lecco ospita\, dal 24 ottobre al 15 novembre\, la mostra “Ferro e Acqua. La Valle del Gerenzone tra memoria e trasformazione – fotografie di Alessio Volontè”\, promossa e curata da Officina Gerenzone APS in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese\, nell’ambito del programma mostre 2026 del Comune di Lecco. \nL’iniziativa nasce dalla volontà dell’Associazione di provare a raccontare la Valle del Gerenzone e la secolare industria del ferro attraverso uno sguardo diverso. Lo sguardo dell’obiettivo di Alessio Volontè\, socio di Officina Gerenzone\, che ha documentato e interpretato con passione e poesia i temi della memoria della storia del ferro a Lecco e la trasformazione non solo del territorio\, ma anche delle industrie stesse\, nate sul fiume tra XIX e XX secolo e oggi operative altrove. \nII percorso fotografico segue il fiume da Laorca alla foce\, attraverso strutture produttive dismesse e altre ancora attive\, sia lungo il Gerenzone sia trasferitesi in zone più confacenti alle attuali necessità produttive. Largo spazio viene dato ai resti di dighe\, paratie\, ruote e fiumicelle\, inserite in un paesaggio naturale\, in alcuni tratti ancora integro\, costituendo un’unione tra natura e industria che ci riporta all’antico legame tra acqua e lavoro\, determinante per la nascita e lo sviluppo della secolare industria del ferro lecchese. \nLa mostra non intende ricostruire in modo completo tutte le attività che un tempo si sviluppavano lungo il fiume. Sono state quindi selezionate alcune aziende\, rappresentative dei diversi settori della lavorazione del ferro lecchese\, per restituire una visione il più possibile ampia di questa eredità produttiva. \nIn alcuni casi\, gli scatti hanno permesso di documentare anche ambienti di lavoro\, macchinari e attrezzature dismessi da decenni e dal futuro incerto. Le fotografie di Alessio Volontè assumono così anche un importante valore documentario e testimoniale per raccontare gli ultimi e sopravvissuti brandelli di una storia millenaria\, destinata alla perdita della sua memoria. \nLa mostra vuole così contribuire a rinnovare l’attenzione verso la tutela e la valorizzazione dei manufatti e dei paesaggi di archeologia industriale. Un patrimonio che\, secondo il Censimento del 1994 realizzato dai Musei Civici di Lecco\, si è ridotto di quasi l’80%. \nL’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del valore di un’eredità produttiva che viene da lontano e che continua ancora oggi a caratterizzare la vitalità economica e sociale del territorio. \nOfficina Gerenzone vuole proseguire questo percorso di ricerca e conoscenza\, anche attraverso il dialogo con le aziende che affondano le proprie radici lungo il Gerenzone. Un modo per tessere nuove relazioni e mantenere vivo il legame con un territorio la cui storia appartiene all’intera comunità e costituisce una parte importante dell’identità della Lecco di oggi. \nL’inaugurazione\, aperta a tutti\, è prevista venerdì 23 ottobre alle ore 18:00. \nDurante la mostra sono in programma due visite guidate a cura di Officina Gerenzone\, a ingresso libero\, sabato 7 e sabato 14 novembre alle ore 15:00 e alle ore 16:00. \n 
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SUMMARY:Mostra di presepi e diorami
DESCRIPTION:15° edizione della mostra di Natale dedicata ai presepi\n  \nInaugurazione 4 dicembre 2026 ore 18 \n 
URL:https://simulecco.it/event/mostra-di-presepi-e-diorami/
LOCATION:Torre Viscontea
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SUMMARY:Capolavoro per Lecco: “Lo sguardo del bambino. Donatello e Medardo Rosso a confronto”
DESCRIPTION:La grande mostra del Natale a Palazzo delle Paure\nTorna anche quest’anno “Capolavoro per Lecco”\, l’evento espositivo allestito al Palazzo delle Paure giunto alla sua ottava edizione\, organizzato dall’Associazione Culturale Madonna del Rosario ODV\, nata in seno all’omonima Comunità pastorale formata dalle parrocchie del centro cittadino di Lecco\, in collaborazione e con il contributo del Comune di Lecco. Una iniziativa che non vuole essere solo un evento culturale\, ma ambisce a divenire un’esperienza capace di indicare una peculiare visione della realtà\, di mostrare a tutti un modo di intessere relazioni e di proporre ad ogni visitatore un senso ultimo delle cose. \nL’evento di quest’anno pone l’attenzione su “Lo sguardo del bambino. Donatello e Medardo Rosso a confronto”. Opere centrali dell’esposizione sono le straordinarie sculture realizzate da Medardo Rosso (1858 – 1928): Aetas aurea (gesso patinato\, Collezione privata); Bambino alle cucine economiche (cera su gesso\, Barzio\, Museo Rosso); Bambina ridente (cera su gesso\, Barzio\, Museo Rosso) in dialogo con e la Madonna col Bambino del monumento Davanzati nella chiesa fiorentina di Santa Trinita opera di Donatello (1386 – 1466). \nIl tema del bambino in Medardo Rosso è fondamentale. In esso\, l’artista esprime al meglio la sua sensibilità per l’atmosfera\, in un connubio di impressione visiva ed effetto emotivo tipico della sua arte: egli trova nel bambino – soggetto ampiamente frequentato dalla pittura e scultura a sfondo sociale del secondo Ottocento – un modello iconografico ideale per dare forma a un più ampio tema visivo\, quello per cui la luce e lo spazio concorrono a determinare la sensazione del mondo e della realtà\, non priva di risonanze interiori. Rosso tiene sempre presente che un bambino è inserito in un ambiente dal quale è profondamente determinato\, ecco perché non si può isolare\, non si può prescindere dal tutto di cui fa parte e dalla luce in cui è immerso. \nMedardo Rosso possiede un proprio modo di restituire il respiro della vita nelle figure che modella\, eppure il senso di espressività accesa\, venata di umanità\, presenta al contempo un’affinità particolare con le opere di Donatello o della sua cerchia. Pertanto\, l’accostamento che viene proposto in mostra tra le sculture di Medardo Rosso porta impressi i segni della complessità di una realtà irriducibile a schemi. L’opera di Donatello oltre i confronti più diretti\, quale ad esempio la frontalità del volto del Bambino (come quello del Bambino alle cucine economiche)\, presenta una degradazione della terracotta nella parte bassa tale da richiamare con forza le superfici abbozzate e mosse di Medardo. \nL’allestimento scelto anche per questa edizione di “Capolavoro per Lecco” si propone l’obiettivo di permettere al visitatore di osservare con tranquillità e da vicino le opere d’arte presenti in mostra\, favorendo così l’incontro con l’opera d’arte come sperienza da vivere in prima persona e capace di costruire relazioni. La divulgazione dei contenuti delle opere d’arte è affidata agli studenti delle scuole superiori del territorio e ai volontari adulti appositamente formati. I più piccoli potranno seguire un percorso specifico completato da un’esperienza laboratoriale condotta in uno spazio dedicato. \nCome nelle edizioni precedenti\, sarà realizzato un apposito catalogo\, che consentirà di approfondire le opere d’arte e le tematiche trattate. Particolarmente curata sia a livello locale che nazionale sarà la comunicazione mediatica\, nella consapevolezza che nel contesto attuale l’educazione alla bellezza e alla fruizione condivisa del patrimonio culturale possa rappresentare un elemento di valore da promuovere\, utilizzando tutti i canali – online e offline – oggi resi disponibili\, attraverso i social network più diffusi e la comunicazione e promozione di eventi\, sia al grande pubblico che a quello più selezionato degli appassionati di arte e cultura. \nCapolavoro per Lecco si inaugurerà\, come di consueto\, in occasione della festa patronale di San Nicolò (venerdì 4 dicembre) e proseguirà fino al 7 marzo 2027. Nel corso dello svolgimento di Capolavoro verranno promossi una serie di appuntamenti pensati per approfondire aspetti specifici della proposta espositiva in ambito artistico\, storico\, culturale e religioso. \n 
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